Dieta e tiroide, tutto quello che c’è da sapere

E’ una ghiandola endocrina posizionata nel collo dalla caratteristica forma di H. E’ costituita da follicoli (cavità) di diverse dimensioni all’interno dei quali avviene la sintesi degli ormoni tiroidei.
Il follicolo è ricoperto da cellule dette follicolari che hanno il compito di captare lo iodio necessario per la sintesi degli ormoni tiroidei.
La produzione di questi ormoni è regolata da un altro ormone secreto dall’ipofisi che è il TSH, a sua volta regolato dal TRH ipotalamico. Un meccanismo se vogliamo complesso ma perfetto!

A volte questo meccanismo per vari motivi può incepparsi. Si parla allora di ipotiroidismo e ipertiroidismo. Nel primo caso ci sono pochi ormoni tiroidei circolanti, nel secondo ce ne sono troppi.
Sintomi classici di ipotiroidismo sono: insofferenza al freddo, stanchezza, aumento di peso, stipsi, eloquio lento, scarsa memoria, riflessi lenti.
Sintomi di ipertiroidismo sono invece: Insofferenza al caldo
, esoftalmo (occhi ‘fuori dalle orbite’), calo di peso, diarrea, nervosismo e irritabilità, tremore, tachicardia.

Dieta e tiroide

  • In caso di ipertiroidismo: fare attenzione a stimolanti/eccitanti come il caffè che andrebbero a peggiorare il quadro di nervosismo, irrequietezza, tremore e tachicardia mentre può essere considerato l’impiego di erbe con effetto rilassante e calmante come la valeriana. Altri consigli sono quello di non eccedere con l’introito di iodio che troviamo nel pesce, nelle alghe, nel sale iodato, nei formaggi e di aumentare invece il consumo delle verdure crucifere come broccoli, ravanelli e cavoli che interferiscono con la funzionalità tiroidea in modo positivo.
  • In caso di ipotiroidismo: se non è dovuto a una forma autoimmune aumentare l’introito alimentare di iodio è importantissimo. Lo iodio è un oligoelemento di cui abbiamo bisogno in quantità di circa 150 microgrammi al giorno, lo troviamo nei terreni e nelle acqua (anche se oggi i terreni sono piu carenti perchè molto sfruttati). Le migliori fonti alimentari rimangono pertanto i prodotti marini come pesce e alghe e a seguire altri prodotti come latte e derivati.
    Qualche anno fa, viste le carenze della popolazione, è nata un’iniziativa che ha portato alla nascita del sale iodato ossia di un sale con l’aggiunta di iodio proprio per risolvere il problema della carenza di iodio nella popolazione. Questo non significa che dobbiamo eccedere con il suo utilizzo, anzi, è bene consumarlo con moderazione, ma che quel poco che usiamo è meglio che sia iodato.
    E chi deve evitarlo perchè magari è iperteso? Una buona soluzione sono quelle preparazioni per insaporire le pietanze dove troviamo il sale mescolato alle alghe che di iodio ne contengono veramente tanto. In questo modo consumiamo meno sale ma ci assicuriamo ottime dosi di iodio!
    Altra raccomandazione è di curare l’apporto di selenio, un altro prezioso minerale necessario a far funzionare enzimi che ci proteggono dallo stress ossidativo ma non solo. E’ utile nel convertire l’ormone tiroideo T4 nella forma piu attiva T3 con evidenti benefici per il paziente ipotiroideo. Lo troviamo largamente in carne, pesce, uova, cereali integrali, fantastiche sono le noci del Brasile, pensate che ne basta una per coprire il nostro fabbisogno giornaliero di questo minerale!
    Infine fare attenzione all’eccesso (e sottolineo eccesso) di verdure crucifere e soia perchè in questo caso interferiscono negativamente con la funzionalità tiroidea.
    Sulla soia la questione è dibattuta. Non ci sono evidenze che ci dicano che sia dannosa per la funzionalità della tiroide ma anzi, per una tiroide che funziona normalmente, il suo consumo è sicuro. Diverso è se l’introito alimentare di iodio è carente nel qual caso può avere effetti negativi perciò assicuriamoci il giusto apporto di questo minerale. Se si assume il farmaco sostitutivo bisogna poi sapere che la soia, cosi come tutti gli alimenti ricchi di fibra, ne riduce l’assorbimento per cui poichè solitamente il farmaco si prende al mattino non è una buona idea fare colazione con del latte di soia mentre non ci sono controindicazioni a consumare soia e derivati a pranzo quando ormai l’assorbimento del farmaco si è completato.

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