Additivi alimentari, un pericolo per la salute?

Gli additivi sono sostanze che vengono aggiunte agli alimenti solitamente per:
– Preservarli da contaminazioni microbiche e irrancidimento
– Migliorarne l’aspetto e la consistenza

Ad oggi ci sono addirittura piu di 900 additivi autorizzati nel mondo, circa 900 in Europa.

Classificazione

Si classificano in base allo scopo per cui si utilizzano in conservanti (rallentano lo sviluppo di microbi), antiossidanti (rallentano i processi di irrancidimento) e coloranti, addensanti, emulsionanti, dolcificanti ed esaltatori di sapidità (usati per migliorare le caratteristiche sensoriali e la consistenza degli alimenti).

I piu diffusi

Esistono numerose sostanze che vengono impiegate come additivi alimentari tra cui  troviamo alcune vitamine e nutrienti importanti per la salute: la vitamina C, o ascorbato (E300) e i derivati (E301, E302,E303) utilizzati per il loro potere antiossidante; il licopene (E160d), le antocianine (E163), la vitamina B2 o riboflavina (E101), e la curcumina(E100) sono invece usati come coloranti. Glutammato (E620) e glicina (E640), due amminoacidi, vengono impiegati come esaltatori di sapidità, mentre l’acido citrico (E330) è un regolatore di acidità. Tra gli addensanti, infine, troviamo ad esempio la pectina (E440).

Sono sicuri?

Tutti gli additivi a uso alimentare subiscono un lungo processo di valutazione della loro sicurezza. In Europa, la valutazione viene effettuata dall’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e gli additivi autorizzati sono identificati dalla lettera E seguita da un numero.

Tra tutti questi, però, i nitrati e i nitriti, utilizzati soprattutto nella conservazione della carne e degli insaccati per conservare ed esaltare i sapori, possono subire delle modificazioni chimiche che li trasformano in nitrosammine, molecole potenzialmente cancerogene.
La loro interazione con il ferro eme contenuto nella carne, inoltre, si pensa sia il motivo per cui le carni processate (salumi, wurstel, insaccati…) risultano associate con un maggior rischio di sviluppare tumore. Dalla loro interazione nasce infatti un composto, il nitrosil-eme, una molecola potenzialmente cancerogena.

I nitrati e i nitriti perciò di per sé non sono perciò cancerogeni, ma possono andare incontro a una serie di trasformazioni chimiche che li convertono in N-nitrosammine e nitroli-eme, composti che invece sono considerati cancerogeni.
L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), organo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, li ha quindi classificati come probabilmente cancerogeni per gli esseri umani.

La legge che dice a riguardo?

Purtroppo non si sono trovati sostituti validi ed oggi si usano ancora soprattutto perchè non si può fare a meno della loro azione conservante (impediscono lo sviluppo di patogeni come il clostridium botulinum). Per questa ragione le attuali normative di legge consente il loro utilizzo in piccole quantità per i cibi in cui il rischio per la salute di una possibile contaminazione da botulino è molto maggiore del rischio di aumentare la probabilità di tumore. In ogni caso, il limite massimo di nitriti ammissibile per la legge italiana è di 150 milligrammi per chilogrammo di prodotto alimentare.

Altro problema legato agli additivi è l’intolleranzaSono stati fatti diversi studi ma non si conosce quale sia esattamente il meccanismo patogenetico ossia il meccanismo che porta ai disturbi. Ad esempio sono stati presi i 15 additivi alimentari di uso piu comune e sono stati fatti test di provocazione. Quelli che piu facilmente danno positività sono 4-5 come solfiti, paraossibenzotato di metile e benzotato di sodio ma, come dicevo, non si conosce il meccanismo che sta dietro queste problematiche che però certamente non è immunologico.
Anche questo è un ottimo motivo per ridurre al minimo tutti quei prodotti industriali lavorati e rilavorati che di additivi ne contengono fin troppi.

Detto questo…cosa mi porto a casa?

Viene da se che l’assunzione alimentare prolungata di grandi quantità di nitriti è associata con un aumento del rischio di sviluppo del cancro allo stomaco e del cancro all’esofago. Andrebbero quindi evitati o fortemente ridotti i cibi contenenti nitrito di potassio (E249), nitrito di sodio (E250) e nitrato di potassio (E252), presenti soprattutto nella carne in scatola, negli insaccati e nelle carni lavorate.
Non bisogna però nemmeno generalizzare perchè sappiamo che ci sono ad esempio affettati come il prosciutto di Parma o il San Daniele che non li contengono perchè il disciplinare di produzione non lo permette. Come sempre la qualità paga!

Non solo le carni!

I nitrati non solo sono usati come additivo ma si trovano naturalmente in diversi alimenti, tra cui le verdurenell’acqua potabile.
Questo non significa che mangiare le verdure è pericoloso, anzi, mangiare le suddette carni accompagnate da verdure è l’ideale! Perchè? perchè le fibre, gli antiossidanti, e le molecole bioattive presenti nelle verdure fungono da protezione!
Volete quali sono le verdure più ricche di nitrati? non c’è una categoria di verdura in particolare perchè molto dipende dal terreno in cui si coltiva perciò innanzitutto vale la regola che conoscere la provenienza e il produttore è sempre la cosa migliore. Secondo poi bisogna dire che si è visto che le verdure coltivate fuori stagione in serra li contengono in piu alta concentrazione, altro buon motivo per mangiare di stagione!

 

 

 

 

 

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